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Comunicazione

Avvio dei saldi estivi: sabato 6 luglio si parte.

Sabato 6 luglio si riapre la caccia allo sconto in Veneto. Tuttavia, il maltempo di maggio, a causa delle basse temperature e delle piogge che hanno colpito prevalentemente il Nordest, ha spinto le famiglie a rimandare gli acquisti di nuovi capi di vestiario e calzature adatte ai mesi più caldi, mettendo in crisi il commercio del settore. Ciò ha comportato una contrazione delle vendite e una riduzione del giro d'affari per i negozianti attorno al -40% rispetto alla media nazionale del periodo. I dati parlano di flessioni nelle vendite che nelle spiagge arrivano a sfiorare il 70% e quest’anno il problema di liquidità per saldare i fornitori si presenta come una vera e propria emergenza. Se aggiungiamo a tutto questo anche la concorrenza fiscalmente sleale dei giganti dell’e-commerce e la piaga dell’abusivismo commerciale nelle località turistiche, il quadro è quanto mai preoccupante per i commercianti della moda.

E’ lo stesso Presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Zanon, a sottolineare la gravità di questa situazione che “ha portato i nostri organismi regionali a riunirsi d’urgenza per offrire un aiuto concreto agli operatori del settore e, grazie a Fidimpresa&Turismo Veneto, con un intervento immediatamente operativo gli imprenditori del settore abbigliamento, calzature, articoli sportivi ed accessori potranno accedere a dei finanziamenti a condizioni estremamente agevolate fino a 18 mesi, senza oneri accessori e richieste di garanzie reali”.

Essendo le vendite di primavera completamente saltate e la stagione estiva iniziata con ampio ritardo, è chiaro come - ricorda Giannino Gabriel, Presidente Regionale di Federazione Moda Italia - “in un recente sondaggio nazionale la maggior parte dei nostri operatori si sia espressa per uno spostamento in avanti delle date dei saldi (che, essendo nati come vendite di fine stagione, sono stati letteralmente stravolti nel significato e nelle finalità per cui erano stati concepiti). Per questo motivo Confcommercio e Federazione Moda Italia rivendicano con forza la necessità di procrastinare di almeno tre settimane l’inizio dei saldi, sia estivi che invernali, portandoli rispettivamente a fine luglio e a fine gennaio”.

“Chiaro che un tema così delicato – sottolinea Gabriel - andrà poi discusso con Federdistribuzione e le Associazioni dei Consumatori, con l’obiettivo di provare a mantenere una data unica nazionale, per non trovarsi in Conferenza Stato-Regioni con posizioni opposte e scongiurare il rischio di partenze differenziate tra le diverse regioni d’Italia.”

Federazione Moda Italia e Confcommercio auspicano quindi che i saldi possano far ripartire la corsa allo shopping (numerose saranno, anche in Veneto, le iniziative di animazione territoriale per l’apertura dei saldi), anche se i commercianti, pur avendo la speranza di iniziare finalmente a “far cassa”, non recupereranno un inizio stagione così difficile.

Considerando le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio, quest'anno per l'acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media poco meno di 230 euro – circa 97 euro pro capite - per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro.

 

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base:

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  1. Prova dei capi: non c'è obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  1. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.
  1. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  1. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
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