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Comunicazione

Venezia: economia metropolitana in attesa di un vero balzo in avanti, ma le ombre della crisi sembrano alle spalle

L’economia della Città Metropolitana di Venezia ha sofferto, ha visto chiudere imprese e perdere occupazione ma sembra avere capacità di resistere ed anzi, di essere resiliente dopo il lungo tunnel del decennio 2008 – 2018. Per quanto concerne il terziario di mercato, la rete di imprese al servizio della collettività, di prossimità che costituisce la struttura portante delle nostre città e sociale dei nostri comuni più piccoli, spicca come una cicatrice la a selezione delle imprese ed ancor più quella dell’occupazione che, a fronte di un incremento della stessa popolazione residente, rimane ferma le prospettive per i più giovani (15 – 24 anni) rischiano di essere compresse. E’ il quadro che emerge a prima vista dall’indagine compiuta annualmente dall’Ufficio Studi di Confcommercio-Imprese per l’Italia, che ha elaborato dati provenienti da diverse fonti istituzionali (Istat, MovImprese, Camere di Commercio, Eurostat) e contenuta nel Rapporto sulle economie territoriali 2019, che fotografa lo stato dell’economia di ogni regione e provincia nell’anno precedente e l’evoluzione nell’ultimo decennio (2008 -2018).

Tuttavia, un’analisi più attenta dei fondamentali che determinano la dinamica e le prospettive a breve dell’economia del veneziano, disegnano una realtà più complessa con alcuni primi timidi segnali positivi per l’anno in corso. La Città Metropolitana è cresciuta: nel decennio 2008 – 2018, infatti, ha acquisito circa 17.000 abitanti, passando dagli 836.000 del 2008 agli 853.000 dello scorso anno: ma è un territorio la cui dinamica occupazionale rimane stabile con 355.000 occupati e un tasso disoccupazione che nel decennio considerato dall’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio, passa dal 3,5 del 2008 all’attuale 6,4% con una punta del 16,0% per i giovani tra i 15-24 anni.

A mantenere l’occupazione anche nella città metropolitana di Venezia si conferma il settore dei servizi (70,6%), al di sopra persino del dato nazionale e regionale (62,8%). Ma è soprattutto il terziario di mercato e ancor più la componente del commercio, degli alberghi e della ristorazione a mobilitare oltre il 24,3% degli occupati (pari ad oltre 81.400 addetti), una percentuale che pone Venezia ben oltre il dato nazionale (20, 4%) e regionale (19,9%). Un’economia che dimostra comunque di essere ancora estremamente vivace, se si considera il panorama generale, ma ancora troppo sensibile alle dinamiche congiunturali: se nel periodo 2008 -’14 Italia e Veneto hanno registrato una contrazione del valore aggiunto per persona rispettivamente dell’1,7 e del 1,6%, Venezia ha accusato un –1,9%.

Ha pure reagito positivamente nella pur timida fase espansiva 2015-17 crescendo del +2,2%, in linea con la performance regionale, ma nettamente superiore al dato nazionale (+1,4%) e assestandosi nel 2018 al +1,1%, esattamente come l’Italia (+1,4% il Veneto). Sensibilità registrata pure nella frenata del consumi (-1,7% tra il 2008-’14, e che ha visto poi una ripresa dapprima contenuta (+1,3%), al di sotto delle prestazioni regionale (+2,0%) e nazionale (+,18%), per fermarsi, di fatto, ne corso del 2018 (+0,4%), similmente a quanto avvenuto nel resto del Paese.

La Città Metropolitana di Venezia, come emerge dal report elaborato dall’Ufficio Studi di Confcommercio su dati MovImprese ed Istat,  conta su un tessuto di poco meno di 77.500 imprese registrate (2018) delle quali il commercio rappresenta il 23,6% (18.264 unità, delle quali 10.695 di vendita al dettaglio),  l’11,1% i servizi di alloggio e ristorazione (8.581 impese registrate) e ben 16.664 servizi vari, pari al 21,5% del tessuto imprenditoriale, che vanno dai trasporti e logistica, ai servizi di informazione e comunicazione, alle attività immobiliari, di intermediazione, alle attività professionali tecniche e scientifiche, noleggio auto, agenzie di viaggi, servizi di supporto alle imprese, formazione, sanità e assistenza, attività culturali, artistiche e di intrattenimento.

Dati che fanno del terziario di mercato sicuramente il pivot della Città Metropolitana, anche a confronto con il Veneto, dove le impese del commercio rappresentano complessivamente il 22,2%, alloggi e ristorazione il 7,2% e i servizi vari il 20, 4% delle circa 486.800 imprese del Veneto. Tuttavia il dato più preoccupante rimane la contrazione delle imprese: nel 2018 sono venute meno nel veneziano 551 impese del commercio (-368 per il dettaglio), 254 nel comparto turistico, ricettivo e ristorazione, e altre 223 hanno chiuso tra i servizi vari.

 

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