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Comunicazione

Infrastrutture: Nordest ancora troppo “lento”

Il Veneto sta rallentando: nell’era della velocità digitale il destino potrebbe essere una lenta ed inesorabile sconnessione. Prima la soppressione di un collegamento importante come la Frecciarossa del primo mattino, che consentiva al Nordest di essere a Roma in tre ore per affrontare una giornata di lavoro piena, poi il taglio del volo Alitalia, il tutto accompagnato da una rete ferroviaria con la TAV a singhiozzo, tra Venezia e Milano e tra Venezia e Bologna.

Per non parlare delle incognite sulle molte infrastrutture che dovrebbero definitivamente collegare in modo sicuro, rispettando l’ambiente e accelerando anche la velocità delle merci, non solo l’Italia del Nord, da Trieste – Tarvisio a Torino – Lione – Barcellona, ma pure il resto dello Stivale all’Europa. La peggiore delle scelte è quella di non scegliere, rinviare. Se si esclude la Pedemontana, che comunque dovrebbe raccogliere a sua volta del traffico di merci e persone da collegare all’Europa, e i lavori della terza corsia della Venezia – Trieste, il resto del Veneto rimane ancora lento.

Questa è una Regione composta da cittadini abituati a lavorare e ad arrangiarsi, ma sulla mobilità occorre fare squadra, a cominciare dalle decisioni e dal fare: imprese, comunità, istituzioni e Governo.

Ancor prima di autonomia qui si tratta di volontà e di strategia per dare a tutto il Paese una marcia in più. Collegare bene il Nordest al resto dell’Italia significa avvicinare anche il Sud, e non solo l’Est all’Ovest, ed essere credibili sul fronte delle infrastrutture anche a livello di Unione Europea che, va detto per onestà, le risorse le ha sempre trovate anche per noi.

Peccato che ad avvantaggiarsene sono sempre i Paesi più rapidi, e nemmeno i più forti, considerando che Slovenia ed Austria sono ben collegate alla Germania e questa alla Francia e all’Est Europa, con reti ferroviarie ad alta velocità e capacità per merci e persone: all’Italia i costi della lentezza e dei pedaggi per gli ecobonus e delle merci, più care.

Collegamenti più veloci consentono anche di rendere più fluido il turismo, facilitare i contatti tra uomini d’affari, dare un bacino più ampio in termini di utenti, imprese ed “eurocittadini”, al sistema aeroportuale triveneto e ai porti dell’Alto Adriatico.

Ne beneficerebbero non solo i poco meno di 7,2 milioni di abitanti del Nordest, pur sempre l’11,9% degli Italiani, ma tutto il Paese e, forse, potremmo anche chiedere qualche cosa di più ad un’Europa che ne trarrebbe a sua volta un utile.

Non c’è più tempo, ed ogni ulteriore incertezza confermerà ai cittadini ed al Mondo la miopia nella programmazione di una politica delle infrastrutture, che rischia di isolare non solo tra loro le diverse specificità territoriali del Paese, ma la stessa intera Italia dall'Europa.

Sul pericolo di un Nordest con le città “staccate” le une dalle altre e sempre meno competitivo è tornato con toni preoccupati sulla stampa, nei giorni scorsi, il Presidente di Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia. “Sempre più la competizione tra aree e territori dei diversi Stati si gioca in termini di tempo;” – ha detto Massimo Zanon richiamando l’attenzione di politici ed amministratori – “anche il risparmio di una sola ora per movimentare persone e merci può far cambiare scelte strategiche a chi opera sui mercati, a chi abbia intenzione di investire sui nostri territori, o a chi vorrebbe scegliere le nostre città come sedi, nazionali od estere, di grandi imprese, anche del terziario, o per far svolgere eventi importanti” . E ha aggiunto: -“E’ necessario che la politica compia un atto di umiltà e studi quali siano le necessità dei territori e le esigenze di cittadini ed imprese, così come comprenda quali siano le grandi potenzialità ed opportunità di crescita che vanno supportate, non ingabbiate”. E ha concluso con un’osservazione: -“Velocità degli spostamenti, sicurezza, un’offerta completa di infrastrutture - porto, aeroporto, interporti già intercontinentali - e vicinanza delle frontiere con Paesi dinamici, sono assi nella manica unici, persino con un fisco, questo sì ancora…ad elevata capacità.”

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