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Comunicazione

"Legalità, ci piace": il 26 novembre 2019 torna la settima edizione della giornata organizzata da Confcommercio per promuovere la cultura della legalità

I fenomeni illegali - contraffazione, abusivismo, pirateria, estorsioni, usura, infiltrazioni della criminalità organizzata, furti, rapine, taccheggio, corruzione – sono di fatto una vera e propria impresa criminale il cui “contraf…fatturato” si riflette specularmente sulle imprese come un danno economico rilevante. Per il solo settore del terziario di mercato, in particolare commercio e pubblici esercizi, si tratta di oltre 30 miliardi di euro.

E’ il dato che è emerso dall’annuale analisi che, grazie alla collaborazione con Format Research e le territoriali,  Confcommercio Imprese per l’Italia ha presentato in occasione della Giornata Legalità ci piace!”, giunta nel 2019 alla sua settima edizione. Obiettivo dell’indagine è di dare un quadro aggiornato al 2019 ed in serie storica (con riferimento al 2013 e al 2016) sull’evoluzione e sugli effetti di illegalità, contraffazione e abusivismo che alterano la concorrenza, che colpiscono le imprese del terziario di mercato e che impattano sugli stili di acquisto dei consumatori.

L’indagine, realizzata tra l’8 e il 22 ottobre 2019, è stata effettuata su un campione statisticamente rappresentativo dei consumatori italiani (quasi 3.400 casi) e delle imprese del terziario di mercato (1.500 casi). Nel rapporto in allegato sono stati messi a confronto i dati nazionali con quelli della macro area del Nord Est e della Città Metropolitana di Venezia, raccogliendo i sentiment tanto dei consumatori quanto delle imprese.

L'indagine sui consumatori veneziani

Per quanto concerne Venezia, la percentuale di consumatori che hanno effettuato acquisti di prodotti contraffatti è pari al 30,4%, dato superiore a quello del Nord Est (27,2%), ma in linea con quello dell’Italia (30,5%).

I prodotti contraffatti più acquistati nel veneziano sono prodotti di abbigliamento (62%), prodotti alimentari (41%), orologi, gioielli ed occhiali (35%). Anche sul web spopola l’illegalità e sorprendentemente sono i giocattoli i prodotti contraffatti più acquistati a Venezia rispetto al Nord Est (+27,3 punti).

Ma perché si ricorre allo shopping dell’illegale? Per la maggior parte dei consumatori di Venezia l’acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato alla possibilità di fare un «buon affare» (66,9%, in linea con il dato nazionale del 68%) e perché non «si dispone di denaro sufficiente» (65%, leggermente inferiore al 70% del dato nazionale).

Di poco inferiore al dato nazionale la percentuale dei consumatori di Venezia che ritengono che acquistare prodotti illegali possa comportare dei rischi (89,9% rispetto al 91,4% dell’Italia e al 97% del Nord Est), soprattutto danni per la salute e nessuna assistenza in caso di problemi. Colpisce il fatto che anche i Veneziani non possano certo definirsi sprovveduti o disinformati: il 63,2% dei consumatori è informato sul rischio di sanzioni amministrative, dato in linea con il Nordest (63,4%) e leggermente inferiore all’Italia (66,8%).

Qual è dunque l’identikit del consumatore «illegale»?: a Venezia è in prevalenza un uomo (67,1%) dai 35 ai 44 anni, con un livello d’istruzione medio (per il 60,5%), è soprattutto impiegato, pensionato, operaio (per il 70,7%).

Come vedono il fenomeno gli imprenditori veneziani?

Meno della metà degli imprenditori veneziani ritiene che la propria attività sia molto o abbastanza danneggiate dall’illegalità (complessivamente il 47,2%), percentuale ben al di sotto rispetto a quella registrata per il Nordest (62,4%) e alla stessa media nazionale (Italia 66,7%). In generale, quanto agli effetti  della contraffazione e dell’abusivismo, si accusa soprattutto la riduzione dei ricavi e del fatturato: 26,7% a Venezia, ma si sale al 44,4% per il Nordest, mentre la media nazionale si attesta al 37,8%. Anche la perdita di appeal dei prodotti e servizi è particolarmente sentita nel veneziano (13,5%), rispetto al resto d’Italia (6,6%) e al Nord Est (5,3%).

Infine, per quanto riguarda la percezione dei fenomeni criminali, in linea con la percezione del Nordest e dell’Italia, anche i cittadini del veneziano percepiscono una sostanziale stabilità dei principali crimini, quali furti, rapine, estorsioni, corruzione, contraffazione ed abusivismo mentre manifestano la convinzione che siano in diminuzione i crimini d’usura rispetto all’Italia e al Nord Est.

L’impegno di Confcommercio nella lotta contro l’illegalità

Confcommercio da anni denuncia l’impatto che la contraffazione e l’abusivismo commerciale hanno sulle imprese in termini di perdita di fatturato e di costi. Per questo è favorevole ad un inasprimento dell’impianto sanzionatorio, anche per l’utilizzo illecito del web, ma soprattutto la certezza e la severità della pena.

Tuttavia l’inasprimento dell’impianto sanzionatorio non deve essere l’unico strumento di repressione della contraffazione. E’ fondamentale consolidare ed ottimizzare i controlli e le operazioni delle forze dell’ordine, in particolare Polizia di Stato, Polizia Locale e Guardia di Finanza, che in questi ultimi anni hanno conseguito importanti risultati nel controllo della criminalità nelle città e nelle località balneari, alle quali Confcommercio manifesta tutta la sua riconoscenza.

Proprio nei giorni scorsi una delegazione di Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia ha incontrato il Questore Maurizio Masciopinto ed il nuovo capo della Squadra Mobile Giorgio Di Munno nella Questura di Venezia. Confcommercio e Questura di Venezia hanno condiviso anzitutto l’approccio alla reciproca informazione, alla valorizzazione dell’attività degli esercenti quali attori fondamentali nella conoscenza del territorio e la necessità di avviare un’agenda di incontri sul territorio metropolitano tra esercenti, pubblici esercizi, locali da ballo, ma non solo, e Polizia di Stato, con il diretto apporto della Squadra Mobile di Venezia, per approfondire le normative vigenti in materia di sicurezza, aiutarne la comprensione e la corretta e puntuale applicazione a tutela delle attività commerciali, e dei loro clienti.

Il Questore ha inoltre preannunciato l’intenzione di sperimentare nuove modalità di videosorveglianza delle aree urbane cogliendo la possibilità offerta da una tecnologia informatica ed ottica a costi sempre più contenuti ed efficace non solo per il singolo esercizio ma per un’intera via e quartiere.

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