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Comunicazione

Commercio & festività: serve un progetto condiviso tra Regione, distribuzione organizzata veneta e commercio di prossimità

Il dibattito per osservare le chiusure individuando un numero definito di domeniche e soprattutto chiudere  nei giorni di particolari solennità, laica e religiosa, nazionali si mantiene sempre acceso, benché solo una svolta legislativa nazionale potrebbe effettivamente cambiare le cose. A confermare d’essere controcorrente rispetto al resto della grande distribuzione - per lo più facente capo a grandi multinazionali non italiane – e a condividere le posizioni sia dei sindacati sia di Confcommercio, è stato in questi giorni, sui quotidiani, l’imprenditore Marcello Cestaro.

Il Presidente di Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia coglie l'occasione per fare il punto ad un anno dalla condivisione ufficiale da parte della Conferenza delle Regioni, della proposta di un massimo di 18 domeniche di aperture domenicali avanzata dagli assessori della Regione Veneto Roberto Marcato e Manuela Lazzarin. Qualche mese fa la posizione della Regione è stata ulteriormente rafforzata con una delibera che conferma la scelta politica di contenere decisamente l’apertura nelle domeniche ma soprattutto nelle giornate di festa, in partiolare  di rilevanza nazionale, sia laica che religiosa.

Ed è proprio Massimo Zanon a ricordare che il percorso è e rimane in salita, ma si deve andare avanti. “Per rafforzare questa battaglia che Confcommercio ha iniziato anni fa,  - dice il Presidente della Confcommercio Metropolitana – abbiamo già dato da tempo avanzato la proposta a ragionare insieme con le imprese venete della media distribuzione, perché conosciamo i nostri colleghi, come Cestaro, e le famiglie imprenditoriali del Veneto, sappiamo quali siano, a differenza delle grandi multinazionali straniere, la radice culturale, i valori e le responsabilità verso la comunità del proprio territorio: sono le prime leve del loro successo imprenditoriale”.

E aggiunge: “Dobbiamo partire da questa condivisione e da questa sensibilità sulla necessità di preservare e rilanciare con progetti condivisi tutto il patrimonio del tessuto commerciale, senza distinzione e il benessere dei nostri collaboratori, e trovarci a lavorare insieme: non solo per rafforzare il lavoro avviato dalla Regione Veneto e dalla Conferenza delle Regioni nei confronti del Governo e del Parlamento, ma anche nei confronti della Commissione europea”.

Massimo Zanon ribadisce però di essere anche molto cauto quanto a speranze: “La vera partita, lo sappiamo tutti, si gioca tra Roma e - ancor più – Bruxelles e per giunta in un momento di estrema debolezza per il nostro Paese alla ricerca di un Governo e quindi guardato con scetticismo dalla Commissione Ue”.

Una considerazione severa, ma qualche cosa si può ancora fare se vi è la volontà politica e se si riesce a fare squadra:  è sempre Massimo Zanon a suggerire un modo per rilanciare: - "Considerato  il comune sentire sulla situazione economica e sociale e sulla necessità di preservare tutto il patrimonio del tessuto commerciale, compreso quello di prossimità, dovremmo trovarci a lavorare insieme: potremmo elaborare, con la Regione Veneto una proposta forte da presentare al Governo non appena costituito e alla Commissione europea, sia per la riduzione delle aperture nei giorni festivi, sia per attivare misure che consentano di mantenere in vita anche i negozi del centro, le loro famiglie e le loro eccellenze, proprio in nome della libera concorrenza, della libertà di impresa e del diritto di effettiva scelta del cittadini e della dignità del mestiere di commerciante e dei suoi collaboratori”.

 

 

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