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Comunicazione

In piena crisi, il clima di fiducia di consumatori ed imprese sempre più giù: preoccupato il commento del Centro Studi Confcommercio sulle ultime stime Istat

L’Istat stima, per agosto 2019, una flessione dell'indice del clima di fiducia dei consumatori da 113,3 a 111,9 e anche per le imprese (da 101,2 a 98,9). Eppure solo a luglio si era registrato un clima certamente meno triste: una discontinuità che conferma come la crisi politica in corso ed i timori per le sue conseguenze, indipendentemente dalla soluzione che saranno adottate dalla politica, finiranno per incidere non solo sulle tasche ma anche sullo stile di vita degli italiani.

Per quanto riguarda le imprese la flessione riguarda un po’ tutti i comparti, anche se è proprio nel commercio al dettaglio dove rimane sostanzialmente stabile (da 110,0 a 109,9). Ma ben più marcato è il pessimismo per i servizi (da 100,0 a 97,4).

Secondo l’analisi dell’Istat, nel commercio al dettaglio alla percezione di una sostanziale tenuta delle vendite e delle scorte – ma vedremo tra qualche giorno come è andata davvero con i saldi la cui stagione si chiude proprio il 31 agosto - si unisce una valutazione negativa sul trend delle vendite future. Ma guardando oltre il dato medio, va anche considerato che tali dinamiche sono diffuse solo nella grande distribuzione, dove l'indice di fiducia registra un aumento, mentre decisamente peggiore risulta il quadro relativo alla distribuzione tradizionale.

La riflessione e il commento di Confcommercio nazionale non possono perciò che essere improntanti alla preoccupazione: "Il deterioramento rilevato ad agosto nel sentiment di famiglie ed imprese, dopo il rimbalzo di luglio, è l'ulteriore sintomo del permanere di una situazione di difficoltà” - è il comunicato del Centro Studi Confederale, che prosegue: - “Alla debolezza del quadro economico interno ed internazionale, che rende particolarmente incerte le prospettive nel breve periodo, si è associata la crisi politica che ha contribuito ad alimentare le preoccupazioni sulle scelte che verranno fatte nella prossima legge di bilancio. In quest'ottica occorre dare rapidamente risposte sia alle famiglie, sia agli operatori economici soprattutto sull'aumento dell'Iva, ipotesi che avrebbe un pesantissimo contraccolpo sull'economia e sulla società italiana".

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