arrow--linkarrow-calendar--leftarrow-calendar--rightattachmentcalendar-eventclock--outlineclockclose_modal_windowcloud_uploaddeadlinedownloademail--shareemailfacebookfaxgoogle-plus--framegoogle-plusinstagramlink--externallinklinkedinlocationlogo-confcommercio--fidilogo-confcommercio--venezialogo-confcommerciomarker--offmarkerphonepinterestsearch--whitesearchteacherstwitterverifiedyoutube

Comunicazione

Cnel: riflessioni su ruolo e prospettive

di Francesco Antonich

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, confessiamolo alquanto misconosciuto dai più,  è da anni oggetto di un dibattito strascicato, più sul suo destino che sul suo possibile ruolo. Ora se ne torna a parlare, dopo che il Governo gli ha chiesto di monitorare la contrattualistica del lavoro e di proporre possibili soluzioni per il rilancio dell’occupazione e l’equità retributiva; ciò in quanto al CNEL la Costituzione (art. 99) attribuisce non solo attività consultiva nei confronti delle Camere e del Governo, ma anche la capacità di iniziativa legislativa e la collaborazione nell’elaborazione della legislazione economica e sociale pur nei limiti previsti dalla legge.  Dopo le diverse posizioni politiche che la scelta del Governo ha suscitato, pare utile stimolare una riflessione, che parta da una rilettura, in chiave contemporanea, del significato programmatico degli articoli 39 e 99 della Costituzione: libertà dell’organizzazione sindacale, datoriale e dei lavoratori, il primo; istituzione e compiti del Cnel il secondo.

La prospettiva dell’art. 39 e l’impegno che richiede il lavoro di un organo costituzionale ausiliario, ma non certo intermedio, qual è l’espressione collettiva dell’economia e del lavoro, richiedono oggi alle rappresentanze economiche e sociali la piena responsabilità di sentirsi connettori sociali e attori di una sorta di agency, in grado di rappresentare e concretizzare progetti e proposte. Ciò vuol dire non essere più semplici intermediari, ma essere parte integrata di una comunità, con la responsabilità di costruire legami tra la propria peculiare collettività rappresentata e il resto della società e delle sue istituzioni. Significa comprendere e gestire costruttivamente il dissenso, nell’ambito dei rapporti tra imprese, società, lavoratori, professionisti e cittadini e poteri dello Stato.

Significa, ancor più in un ambiente di dialogo previsto dalla Costituzione qual è il CNEL, passare dall’essere portatori di interessi ad essere soggetti portatori di capacità progettuale, di proposte per la crescita del territorio e del Paese, tanto per i singoli aderenti, imprese ed imprenditori, lavoratori, quanto per la comunità. Vuol dire proporre e ingegnerizzare capacità e strumenti di soddisfazione dei bisogni emersi, peculiari e collettivi, consapevoli e responsabili di essere tessuto connettivo (tra territori, tra intelligenze, tra bisogni e soddisfazioni) e di essere agency di progettazione condivisa per lo sviluppo economico e sostenibile, economicamente e socialmente, del Paese.

Insomma potrebbe portare a collaborare alla costruzione e ad organizzare la proposta di politiche per il Paese, in una logica più inclusiva della pur lecita ma circoscritta lobby. Una seria riflessione sul futuro del Cnel e del ruolo delle rappresentanze individuate dagli artt. 39 e 99 Cost., dovrebbe tener conto di queste considerazioni per rinnovare, nell’ambito della costituzione reale e quotidiana, sensibilità, capacità di lettura, di interpretazione e di proposta di ciascuna espressione dell’economia e del lavoro presso le Autorità politiche ed amministrative di ogni livello, creare le opportune combinazioni, le connessioni tra tutti i soggetti fisici, giuridici, politici e culturali del territorio di riferimento e della nazione.

Si tratta, alla fine, cogliere l’invito a ripensare ruoli e prospettive di tutti gli attori che proprio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha richiamato alla responsabilità in quanto “interlocutori indispensabili della Conversazione politica, espressione di metodo e di sostanza della vita democratica italiana”.

Top