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Comunicazione

Venezia: non solo complessa, ma completa e speciale

di Francesco Antonich

di Francesco Antonich

Il richiamo del patriarca di Venezia Mons. Francesco Moraglia chiama tutti, non solo la politica e gli amministratori, ad un grande azione di responsabilità e scaturisce da una visione chiara e, credo personalmente, obbligata per Venezia. Ma anche per il suo territorio, che si affaccia su un mare Adriatico divenuto, a tutti gli effetti, “metropolitano” ma soggetto ai grandi cambiamenti fisici che stanno interessando il pianeta. E come tale è necessario che tutti, cittadini, rappresentanze dell’economia, del lavoro, l’intero tessuto connettivo impegnato, ogni giorno, “a fare città”, colga questo appello come opportuna chiamata per passare dalla riflessione alla proposta, per sollecitare la politica, per essere pronti a fare la propria parte. I problemi di Venezia non sono solo della città storica: la sua unicità sta anche nell’essere divenuta, nello scorrere della storia della sua geografia fisica, idrogeologica, politica, economica e demografica, figlia e madre del suo territorio metropolitano e delle genti che lo abitano e lo abiteranno. Bisogna tuttavia superare l’approccio limitativo di una città unica per la sua complessità, per abbracciare piuttosto il concetto della sua completezza speciale, nel senso di essere una specie di città sui generis, universalmente così riconosciuta: i suoi problemi, ma anche le sue potenzialità il suo patrimonio, le criticità e le opportunità, la fragilità del suo tessuto ma anche la resilienza dei suoi cittadini, sono elementi che ritroviamo sparsi in diverse località del mondo ma che in Venezia si trovano, da sempre, uniti ed interdipendenti attori della sua storia e determinanti del suo divenire.

Ecco perché è indispensabile uno strumento adeguato per garantire non la sua sopravvivenza, ma la storia della vita futura delle sue genti. Uno strumento di governo o almeno una matrice legislativa internazionalmente riconosciuta, almeno a livello di Unione europea, con norme dedicate, ma anche gestite da adeguate intelligenze politiche e amministrative di grande visione e di capacità di coordinamento di risorse, competenze, investimenti, soluzioni ingegneristiche e soprattutto vincolate al rispetto di legalità, di tempi e di metodi rispondenti alla realtà fisica degli eventi climatici ed ambientali.

Occorre però uno sforzo collettivo e non meramente delegato alla politica per concretizzare questa visione, per materializzare e per usare opportunamente questi strumenti: l’appello del patriarca Mons. Moraglia alla coerenza e alla coesione di tutte le forze politiche e dei responsabili amministrativi per perseguire l’obiettivo di tutelare il futuro di Venezia e del suo territorio, deve essere colto da tutte le “genti, le arti e le parti” della Città storica e metropolitana, a cominciare dalle rappresentanze dell’economia e del lavoro. Per questo occorre uno stile nuovo di lobby, dove tutte le espressioni associative trovino un ambito condiviso, dove sia superato il limite della tutela del proprio lecito interesse, per concretizzare una ben più utile, organica offerta progettuale condivisa. Una voce ed un’azione unica che renda autorevole la richiesta della città nei confronti del Governo e sia in grado, quando una qualche forma di statuto dedicato alla speciale completezza di Venezia sarà finalmente concesso, di saperlo gestire al meglio per il bene della collettività.

Perché, alla riconosciuta specialità della Città, dovrà rispondere uno speciale impegno di collaborazione, solidarietà, creatività, responsabilità, legalità e di visione del bene della città e della sua comunità per dare un vitale, giusto spirito ad una legge, altrimenti, solamente particolare.

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